Prestiti per titolari partita Iva: guida completa aggiornata 2019

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prestiti per titolari partita iva

Sei un lavoratore autonomo e sei interessato ai prestiti per titolari partita Iva?

Stai prendendo in considerazione di accedere ad un finanziamento per avviare o incentivare la tua attività produttiva? Ebbene, qui troverai tutto quanto c’è da sapere sulle forme di prestito cui possono accedere le partite Iva.

Prestiti per liberi professionisti

La Partita Iva rappresenta una dimensione in crescita negli ultimi anni, ed è legata in maniera sempre più forte al diffondersi di posizioni lavorative autonome, con una prevalenza della fascia giovane. Ciò è dovuto non solo alle trasformazioni socio-economiche ed a quelle in atto nel mondo del lavoro, ma anche alle agevolazioni fiscali previste per chi apre una partita Iva.

Quest’ultima, poi, negli ultimi anni è stata particolarmente premiata dall’iniziativa degli istituti di credito, che hanno cominciato a ritagliare un settore creditizio ad hoc: i prestiti con partita Iva. In tempi recenti, infatti, le banche e gli istituti di credito hanno progressivamente elaborato soluzioni di prestito pensate appositamente per le partite I.v.a. Questa categoria comprende i liberi professionisti e i lavoratori autonomi, che quindi non hanno una posizione lavorativa subordinata. In particolare, oltre ai lavoratori autonomi, comprende anche le ditte individuali, Sas e Snc, commercianti ed artigiani.

Prestiti per titolari Partita Iva: le garanzie

Le caratteristiche del prestito per lavoratori autonomi non si discostano molto dagli altri. Naturalmente, a garanzia è richiesta la dimostrazione di affidabilità finanziaria, da produrre tramite l’apposita documentazione, in base alle linee guida che variano a seconda dell’istituto erogante.

In questo senso, la formula della cessione del quinto dello stipendio è automaticamente esclusa per la categoria. Per certificare la propria condizione economica e finanziaria, di solito viene richiesta la produzione dell’ultima dichiarazione dei redditi, attraverso il Modello Unico. In alcuni casi è richiesto anche l’intervento della figura del garante. Il co-firmatario di un prestito, infatti, è chiamato a garantire il pagamento del piano di rimborso in caso di reddito non sufficiente del richiedente. Ma esistono anche altre forme di garanzia, come l’ipoteca immobiliare.

uomo che scrive su un foglio vicino al pc
Prestiti per titolari partita Iva

Il Fondo di Garanzia Statale

Lo Stato italiano ha istituito un Fondo di Garanzia rivolto alle piccole imprese, ai lavoratori autonomi e ai professionisti, aiutando ad ottenere finanziamenti per avviare nuove attività o consolidare quelle già operative. Il sistema prevede una rete di banche convenzionate, che offrono credito a tassi agevolati. A ciò si aggiunge anche il MicroCredito, che comprende la possibilità di erogare prestiti fino a un tetto di 25 mila euro a favore di liberi professionisti e piccole attività.

Alcune soluzioni di prestito per titolari di partita Iva

Unicredit ha creato soluzioni ad hoc proponendo finanziamenti per i liberi professionisti. La banca, in partnership con Confprofessionisti, infatti, ha lanciato “Valore Professionisti”, un progetto il cui obiettivo, appunto, è quello di fornire sostegno economico a chi lavora nell’ambito delle libere professioni. Il fondo, suddiviso in tre categorie di prodotti, va dai finanziamenti tradizionali, per massimo di 10 mila euro, all’anticipo parcelle fino all’anticipo crediti e contratti.

Anche Banca Gruppo Carige propone un finanziamento ideato appositamente per i liberi professionisti: Socialprestito Professione. Il prestito eroga da un minimo di mille euro a un massimo di 70 mila euro, ha una durata minima di 6 mesi e una massima di 8 anni. Findomestic, invece, propone finanziamenti con un tetto di 60 mila euro, abbinati ad una polizza fideiussoria.

Il prestito con cambiale per lavoratori autonomi

Un’altra formula utilizzata per questa categoria di lavoratori è quella del prestito con cambiale. Si tratta di una modalità veloce, che consente di entrare in possesso di un capitale finanziario con la firma come unica forma di garanzia. Il contratto, infatti, prevede un titolo di credito esecutivo, che permette all’istituto erogante di recuperare la somma erogata. Con queste caratteristiche, la formula del prestito cambializzato è particolarmente adatta per coloro che risultano iscritti nell’elenco dei cattivi pagatori.

In pratica, infatti, in questo caso il piano di rimborso è strutturato con rate mensili che sono a tutti gli effetti delle cambiali, che strutturano la forma di pagamento e di garanzie allo stesso tempo. In caso di insolvenza, infatti, l’ente erogatore può richiedere il pignoramento dei beni del beneficiario del prestito. Un aspetto vincente di questo prestito è rappresentato dalla rapidità di concessione: dalle 24 ore ai tre giorni al massimo.

Prestito per nuove partite Iva

In questo caso l’apertura della Partita Iva rappresenta l’occasione stessa per ottenere un prestito. Questa situazione, infatti, si attiva in riferimento all’apertura di una nuova attività autonoma. A questa categoria appartengono lavoratori autonomi e titolari di impresa individuale che intendano avviare startup o attività produttive, ricevendo in tal senso una serie di incentivi e agevolazioni sotto l’aspetto del credito da diversi interlocutori.

pc schermo grande
Banche e istituti di credito hanno elaborato soluzioni di prestito pensante appositamente per le partite I.v.a.

Prestito regime dei minimi

La categoria “regime dei minimi”, o “regime forfettario”, fa riferimento a prestiti ai lavoratori autonomi con un’attività già avviata, che necessitano sia di un prestito personale sia di uno legato al proprio lavoro. Chi opera con regime dei minimi, o in situazione di stato di crisi, può fare riferimento alle associazioni di categoria, prima di rivolgersi ad un ente bancario o creditizio. Per esempio, è possibile fare riferimento ai prestiti per artigiani erogati da Artigiancassa e Cna.

Prestiti per titolari partita IVA: Il Microcredito

Il Microcredito rappresenta un’alternativa alle più diffuse formule di prestito e di finanziamento “professionale”. Questa soluzione è nata appositamente per andare incontro a chi ha difficoltà di accesso al credito ed è in possesso di partita iva. Per questa categoria sono riconosciute particolari forme di agevolazione, come i tassi di interesse più bassi del consueto.

Il Microcredito è una forma di prestito finalizzato, e può essere ottenuto da lavoratori autonomi e imprese individuali con partita iva da almeno 5 anni, che non abbiano più di 5 lavoratori dipendenti. Il referente è l’ente Nazionale per il Microcredito, il cui fine è erogare prestiti da utilizzare per acquistare beni e servizi strettamente legati a un’attività produttiva. La durata minima di un piano è di 24 mesi, la massima di 60, per importi da 25 a 35 mila euro.

Le soluzioni di Banco Posta

Anche BancoPosta propone una serie di prodotti di finanziamento rivolti espressamente a professionisti e per piccole imprese. I prestiti di Poste Italiane vanno da un minimo di 5 mila a un massimo di 40 mila euro, e prevedono una durata di rimborso che va da 24 a 96 mesi. Il tasso d’interesse è fisso, e le rate rimangono costanti per tutta la durata del finanziamento. Il prestito è garantito ai titolari di partita Iva in possesso di un conto BancoPosta.

Conclusioni

Le soluzioni di prestito riservate a lavoratori autonomi e liberi professionisti sono ormai numerose, e ben diversificate. Da sottolineare che, accanto a banche ed istituti di credito, esistono anche le possibilità offerte in maniera agevolata da enti istituzionali di varia natura.

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