Immobiliare Roma: Il mercato prova a ripartire

0
823

La capitale dell’Italia, una delle metropoli più vaste del Paese, da anni ormai vive all’ombra di Milano che non cessa la sua crescita immobiliare.

La situazione delle due città è nettamente cambiata dagli anni del Giubileo, in cui Roma era in pieno fermento preparandosi al 2000 con incentivi ed investimenti, mentre Milano viveva un momento di crisi.

La golden age della città eterna è ormai lontana dai nostri giorni, vedendo Milano come vera protagonista delle città italiane.

Lo scetticismo nell’investire capitale nella “caput mundi” è dato anche dai fallimenti di progetti importanti come l’incompiuta Città dello Sport, gli Ex Mercati Generali e la vecchia Fiera.

È ora di ripartire

I tanti progetti rimasti sulla carta, rendono Roma un mercato poco invitante per grossi investimenti, nonostante il suo potenziale.

Delle novità importanti, però, fanno rinascere la speranza per una rivalutazione del territorio. Un esempio è l’inaugurazione dell’hotel De la Ville del gruppo Rocco Forte prevista per il 23 maggio 2019 a due passi da Piazza di Spagna.

Uno scossone significativo è anche quello della gara in corso per l’acquisizione della sede storia Bnl in via Veneto che vede la trasformazione dell’Istituto bancario in uso alberghiero. Di certo si tratta di un acquisto impegnativo, visti i 24mila metri quadri della struttura, dimensioni che giustificano la sua cifra considerevole.

Spiccano anche nomi di alto livello come Kryalos, che ha acquistato due edifici che diverranno hotel sotto il marchio W.

Nuove aperture di grandi hotel segnano ancora una volta il mutamento del mercato immobiliare romano, con l’elegante hotel Vilòn da una parte e dall’altra Autograph Collection in via Santa Chiara da parte del gruppo Marriott.

Anche sul fronte ristrutturazioni possiamo assistere a cambiamenti, con la scelta della famiglia Bettoja. Questa, lo scorso anno ha deciso di eseguire lavori di restauro per l’hotel Mediterraneo di via Cavour.

Investimenti ancora bassi

Gli investimenti sul territorio della capitale, nonostante le novità di sopra, non superano ancora le cifre che sono state registrate negli ultimi dieci anni a Milano. Nello scorso anno ha sfiorato, di fatto, i 22 miliardi, mentre Roma ha raggiunto solo 11 miliardi nello stesso periodo.

Per poter cambiare la situazione, la città ha bisogno di cambiare il passo.

Anche il settore residenziale non ha raggiunto i risultati anelati nello scorso anno, segnando “solo” 32mila compravendite. Un numero non abbastanza elevato rapportato all’estensione della capitale.

Una parte consistente è quella ricoperta dagli acquisti degli immobili da parte di compratori esteri, tra cui spagnoli, asiatici e sudamericani.

Al di là del fronte residenziale, il prossimo passo deve venire dalla città che ha necessità di cambiare per potersi rinnovare e attirare capitali esteri. Per fare ciò, sarebbe opportuno approfittare dei tassi d’interesse non elevati prima che tornino a salire.

Il Centro che attira investimenti

Il divario degli investimenti tra centro e periferia è consistente proprio per la scelta degli investitori di concentrarsi sulle aree urbane principali.

Alcune novità riguardano proprio zone come piazza San Silvestro, in cui aprirà nell’edificio di Allianz quello che sarà il più grande store Apple d’Italia, con un affaccio invidiabile su via Del Corso. È previsto, inoltre, l’arrivo di un nuovo hotel di lusso dell’edificio Marini.

Un altro traguardo è stato segnato nel 2018 con l’acquisto da parte del gruppo Antirion Sgr di due grandi immobili di Bnp Paribas ad uso ufficio per la cifra di 270 milioni di euro. Uno degli edifici, in piazza dell’Agricoltura, ospita il gruppo Engineering, mentre il secondo, in fase di ristrutturazione, è situato in via Lombardia e sarà la sede di EY.

Zone più lontane dal centro ospitano due tra i più grandi centri commerciali. Uno di questi, Roma Est, è in fase di vendita, ma l’acquisto tarda ad arrivare vista l’importanza dell’importo richiesto: circa mezzo miliardo di euro.

I capitali esteri rappresentano una grande fetta rispetto agli investitori italiani. Sarà possibile per Roma ritornare ad essere competitiva nonostante l’assenza di sviluppatori italiani?

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui