Finanziamenti giornali: tutti i segreti dei contributi all’editoria

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Finanziamenti giornali: un argomento di cui spesso si sente parlare.

Ma sai esattamente di cosa si tratta? E come funzionano i finanziamenti pubblici riservati all’editoria? Vediamo insieme, allora, di approfondire l’argomento.

Finanziamenti diretti e indiretti

Nel nostro Paese, la maggior parte dei quotidiani non riceve contributi diretti dallo Stato. Ciò che è previsto, infatti, è che i giornali possano avvalersi di tariffe agevolate per la telefonia e per le spedizioni effettuate con Poste Italiane. Dal 2011, poi, un’apposita legge ha stanziato un fondo di circa 30 milioni di euro con l’obiettivo di finanziare il credito d’imposta del 10% relativo all’acquisto di carta.

Quest’ultima agevolazione può essere richiesta dalle imprese editoriali iscritte al ROC, il Registro degli Operatori di Comunicazione. Oltre a questo tipo di sostegno, tuttavia, esistono anche contributi diretti riservati alla stampa, per un ammontare che viene stabilito di anno in anno. Il Dipartimento dell’Editoria della Presidenza del Consiglio comunica annualmente i contributi erogati alla stampa.

Finanziamenti giornali: a chi si rivolgono

Finanziamenti giornali: qual è l’identikit delle testate giornalistiche che possono accedere ai fondi? Si tratta di giornali che riescono a vendere almeno il 25% delle copie distribuite a livello nazionale e il 35% a livello locale. Per testata nazionale si intende una testata diffusa in almeno tre regioni (con un peso del 5% minimo per ogni regione).

Inoltre, l’accesso a questi finanziamenti è posto sotto il controllo di una società di revisione iscritta alla Consob, che provvede a verificare i dati che riguardano tiratura, distribuzione e vendita. Il numero effettivo di copie vendute dai quotidiani è quello tracciato attraverso la rete di vendita degli edicolanti.

La Normativa

Attualmente, i finanziamenti diretti sono garantiti a determinate categorie di periodici, in base alla Legge di Riforma del Sistema dei Contributi del 2016. Prima di tutto, quelli pubblicati da cooperative di giornalisti e da fondazioni, enti morali e associazioni di consumatori.

Inoltre, rientrano nella categoria che può avvalersi di questi finanziamenti anche testate che fanno capo a minoranze linguistiche, comunità di italiani all’estero, e alle categorie protette di non vedenti e ipovedenti. Sono esclusi, invece, gli organi di informazione di partiti e movimenti politici, periodici specialistici di carattere tecnico, organi di informazione aziendali e professionali.

Finanziamenti giornali

I finanziamenti diretti

Il contributo previsto dai finanziamenti giornali diretti, come si è visto proporzionale al numero di copie vendute, può arrivare a un ammontare di 2,5 milioni di euro annui. Il contributo erogato dallo Stato risulta dalla somma di una quota di rimborso sui costi sostenuti e di una quota proporzionale alle copie vendute. Si va da un minimo di 500 mila euro a un tetto massimo di 2,5 milioni di euro per i quotidiani, e da un minimo di 300 mila euro a un massimo di 2,5 milioni di euro per i periodici.

I finanziamenti indiretti

Grazie a queste indicazioni si comprenderà, dunque, che non tutti i più importanti giornali nazionali assolvono alle condizioni di poter ricevere finanziamenti diretti da parte dello Stato. Testate giornalistiche storiche come il Corriere della Sera, Repubblica e La Stampa, infatti, non ricevono sovvenzioni dirette, ma godono di finanziamenti indiretti.

Questi tipi di finanziamenti ai giornali cartacei prevedono, tra l’altro, l’obbligo di pubblicare a pagamento avvisi di gare pubbliche. La pubblicazione di questi avvisi consente ai quotidiani di ricevere un contributo non indifferente, che nel 2017 ha raggiunto complessivamente quota 67 milioni di euro. Come si è visto, le altre forme di finanziamento indiretto sono rappresentate dalle agevolazioni al credito, dal sostegno alle crisi aziendali e dal credito di imposta per gli investimenti pubblicitari.

L’Iva

A margine, si aggiunge poi l’applicazione dell’Iva al 4% per i quotidiani, che rappresenta un’imposta ridotta applicabile a periodici, libri cartacei e digitali. Secondo le stime, tra il 2016 e il 2021, i finanziamenti indiretti ammonterebbero a circa 472 milioni di euro, tuttavia, questa cifra non tiene conto dei provvedimenti correttivi che andrebbero a modificarne l’entità.

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Il volume dei finanziamenti giornali diretti e indiretti alla stampa, erogati dallo Stato Italiano, rappresenta una voce che va riducendosi costantemente

Finanziamenti giornali: il trend

Il volume dei finanziamenti giornali diretti e indiretti alla stampa, erogati dallo Stato Italiano, rappresenta una voce che va riducendosi costantemente. Questo dato è stato affiancato dalla tendenziale crisi che attraversa l’intero settore, legata al progressivo calo delle vendite. La crisi ha portato negli ultimi anni a una contrazione del numero dei giornalisti attivi, una flessione tendenziale degli stipendi e, conseguentemente, anche un calo degli investimenti del comparto. Questa tendenza, tuttavia, non può dirsi semplicemente italiana.

Anche in Europa riduzione dei contributi pubblici alla stampa e crisi di settore sono andate di pari passo. Attualmente, infine, la tendenza è quella di un intervento da parte del Governo finalizzato alla riduzione e, successivamente, all’azzeramento del fondo destinato al finanziamento dell’editoria. A questo proposito, infatti, è in corso un acceso dibattito che coinvolge tutte le parti in causa.

Finanziamenti giornali: conclusioni

I finanziamenti giornali rappresentano un aspetto “delicato” all’interno della vita sociale ed economica dell’Italia. La loro erogazione, infatti, ha assunto un peso considerevole, proprio in considerazione del fatto che l’intero comparto vive da tempo una profonda crisi. Inoltre, l’argomento è sotto la lente d’ingrandimento da parte di forze politiche e sociali del Paese, e la tendenza in atto spinge verso la loro drastica riduzione se non, addirittura, eliminazione.

Giunti in fondo a questo approfondimento, tuttavia, abbiamo pensato di suggerirti altre due letture che riguardano sempre, in qualche modo, il tema del finanziamento. A partire dai finanziamenti alle imprese a fondo perduto, che consistono in contributi economici erogati a favore dello sviluppo, del lavoro e della crescita territoriale. Un argomento che potrai approfondire adeguatamente, scoprendo a chi sono riservati questi finanziamenti e come bisogna procedere per richiederli ed ottenerli.

L’altro argomento riguarda, invece, i finanziamenti ai disoccupati. Si tratta, in questo caso, di un argomento diventato particolarmente “sensibile” a causa della crisi economica in atto e alle restrizioni operate da banche e istituti di credito in materia. I prestiti, infatti, sono diventati col tempo sempre più difficili da ottenersi da parte di chi non dispone di una busta paga. Tuttavia, come potrai apprendere direttamente, esistono delle possibilità utili a risolvere questo ostacolo, grazie alle cosiddette garanzie “alternative”.

 

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